Agile@School – Anno Quinto (2020)

Anche per l’anno 2020 siamo stati coinvolti per continuare il progetto Agile@School, svolto in collaborazione con la scuola I.I.S.S. Gadda di Fornovo. Questa continuità negli anni è sicuramente un buon segno, perché significa che negli scorsi anni il progetto ha dato i suoi frutti e che l’esperienza sul campo acquisita dagli studenti è stata utile.

Ma, per chi ci segue da poco, descriviamo innanzitutto in cosa consiste il progetto Agile@School.
Questo progetto è nato nel 2016 con l’intento di far conoscere agli studenti il cosiddetto modo di lavorare agile, che consiste nell’adozione di tutta una serie di comportamenti e discipline orientate alla collaborazione, al team working e alla condivisione e rielaborazione di informazioni, che stanno trovando sempre più larga diffusione nel campo dello sviluppo software (ma facilmente applicabili anche in altre professioni). La nostra impressione è che negli ambienti educativi si dia ancora troppa importanza all’insegnamento della programmazione pura (indipendentemente dal linguaggio scelto) a scapito di quanto sta “a contorno”, mentre saper programmare e basta è sempre meno sufficiente affinché gli studenti siano più preparati all’ingresso nel mondo del lavoro.

Edizione 2020

Quest’anno abbiamo delle novità: la prima, l’insegnante! A parte infatti la prima lezione che è stata quasi unicamente “conoscitiva”, di presentazione (sia da parte dei ragazzi, sia da parte nostra), in cui siamo stati presenti in due, le prossime lezioni saranno tenute principalmente da Pier-Paolo Mammi, uno dei nostri nuovi colleghi di lavoro, con il quale seguiremo il progetto direttamente “sul campo”.
Altra novità: mentre nelle edizioni passate gli studenti sono stati guidati dall’inizio alla formazione dei team e alla scelta dei progetti, nell’edizione attuale le squadre sono già formate e ognuna ha già portato avanti lo sviluppo software del progetto assegnato (li vedremo nel seguito). Avremo quindi l’occasione di concentrarci maggiormente sulla parte organizzativa del lavoro “a regime” e di mostrare loro le applicazioni dell’agile development, nonché l’utilizzo di strumenti informatici a supporto, che noi stessi utilizziamo nel nostro lavoro.

Il piano d’attacco

I punti principali sui quali insisteremo saranno principalmente tre:
– Team working: strumenti di collaborazione e condivisione, boards;
– Gestione del progetto in modalità agile: cerimonie, utilizzo di AzureDevOps e gestione degli sprint;
– Controllo del codice sorgente: utilizzo di Git e integrazione con AzureDevOps.

Terremo sicuramente delle spiegazioni più teoriche, ma l’ottica sarà quella di far applicare il più possibile i metodi direttamente ai team di studenti, perché è con la pratica (e la perseveranza) che si fissano meglio i concetti. Proveremo inoltre anche ad “aumentare la posta in gioco”, utilizzando in alcuni casi durante le lezioni una terminologia più aziendale che, se da una parte potrà essere poco gradita dai ragazzi, dall’altra li renderà più preparati all’ambiente professionale.

L’impatto

I ragazzi erano inzialmente un po’ timidi, come è lecito aspettarsi quando incontrano qualcuno di nuovo, ma pian piano si sono un po’ sciolti. Abbiamo poi chiesto ai team di presentare brevemente i loro progetti, descrivendone le funzionalità e indagando in particolar modo sulle funzionalità specifiche che prevedono di implementare, a chi è rivolto il software, con quali modalità sviluppano e come si passano codice e documentazione. Questo per avere un’idea di come hanno impostato il loro lavoro, per esempio se avessero già previsto della documentazione condivisa, piuttosto che un sistema di versioning. Diciamo che qui dovremo lavorare con impegno!

I progetti

La classe è stata suddivisa in quattro team, ciascuno composto da 4/5 studenti, di cui uno di questi durante le presentazioni è stato “eletto all’unanimità” come Leader. E qui va un doveroso ringraziamento al professor Christian Memoli, incaricato di seguire la classe, che si fa costante premura di insegnare ai ragazzi i concetti dell’agile development, al di là della pura e semplice programmazione!

Questi sono i progetti scelti dagli studenti, per i quali è già presente una buona base di codice:

Progetto Casinò
Il progetto consiste nella realizzazione di una serie di tipici giochi da Casinò (Black Jack, Roulette, etc.).

Progetto ClasseViva
Gli studenti realizzeranno una versione alternativa e migliorata dell’attuale sistema di gestione delle presenze in aula, integrandolo con notifiche e messaggistica fra professori e genitori.

Progetto CUP
I ragazzi vogliono realizzare un software per la gestione online completa delle prenotazioni delle visite sanitarie.

Progetto TEP
Il software gestirà la prenotazione, l’emissione e la gestione di biglietti per le linee TEP da parte dei cittadini, comprensivo di parte amministrativa per i dipendenti.

Prossimamente

La prima lezione introduttiva al mondo dell’agile si è poi conclusa con l’assegnazione dei compiti a casa ai team. Dopo aver impostato su AzureDevOps un ambiente TFS dedicato al progetto, comprensivo di repository Git per i quattro progetti, abbiamo chiesto ai ragazzi di caricare il loro codice sorgente sul proprio repository e di cominciare a inserire i Product Backlog Items, compilati con le user stories e le attività.
Da qui partiremo nella prossima lezione per espandere i concetti oggi solo accennati, relativi all’utilizzo di AzureDevOps per la gestione delle attività e di Git come sistema di versioning del codice sorgente.

Stay Tuned.

DevOps journeys series – Vertica release pipeline with Azure DevOps – Ep. 01 – development (part 2)

Intro

In the previous post we’ve described the idea behind the automation we’re trying to implement on a scenario based on MicroFocus Vertica database.

How it works

This “sandbox” is not a real isolated development workstation. Let’s separate it into two parts, the first one for the development on everything but Vertica (Windows local workstation) and the other one for a Vertica instance (probably Unix/Linux VM) shared between developers.

In this shared instance we will get a schema for each developer is working on the solution, in order to let everyone to get his own “environment”.

The source control folder tree (which will be TFVC source control on-premises) will be designed on the desired branch as the following:

/Project
    /Instance
        /Process1
            /_Master
                schema.ps1 
                tables.ps1
                views.ps1
            /Tables
                Table1.sql
                Table2.sql
            /Views
                View1.sql
                View2.sql
            Schema.sql
        /Process2
            /Tables ...
            /Views ...

As you ca see, under the Project folder there is the Vertica database folder, which contains, schema by schema, all the .sql files for Tables and Views DDLs (CREATE TABLE and CREATE VIEW). You can notice also .ps1 files, which contains the list of executions based on a certain order (business driven).

The file for a, let’s say, “Table1”, can be like this one:

CREATE TABLE :SCHEMA.Table1
(
    RowId int NOT NULL,
    RowStringValue varchar(30) NULL,
    CONSTRAINT PK_<schema>Table1 PRIMARY KEY (RowId)
);

We’ve added a :SCHEMA parameter, which allows each developer to create its own schema as described before. This is the only way we’ve found for isolating developers in a Vertica shared instance, avoiding an instance for each developer, which could be resource intensive for available PCs. Running the application locally, before committing any change set to the Source Control, a simple tool will execute .sql files with the new schema name and in the sort order given by the .ps1 file.

The Tables.ps1 file can be as the following:

param(
[parameter(Mandatory=$true)]$hostname,
[parameter(Mandatory=$true)]$port,
[parameter(Mandatory=$true)]$user,
[parameter(Mandatory=$true)]$psw,
[parameter(Mandatory=$true)]$schemaName,  
[parameter(Mandatory=$true)]$scriptsFolder
)

$schemaCommand = "vsql -h $hostname -p $port -U $user -w $psw -v SCHEMA=$schemaName -f $(Join-Path $scriptsFolder "Table1.sql")"
Invoke-Expression -command '$schemaCommand'

$schemaCommand = "vsql -h $hostname -p $port -U $user -w $psw -v SCHEMA=$schemaName -f $(Join-Path $scriptsFolder "Table2.sql")"
Invoke-Expression -command '$schemaCommand'

You may notice the term “vsql”, which is the command line provided by Vertica for executing queries. Further information here.

Also, usernames and passwords will be stored in an external config file (or a secured API), like the following one:

{
"host": "MyHost.Hos.Ext",
"port": 1234,
"user": "user",
"psw": "password",
"schemaName": "MYSCHEMA"
}

We’ve got the DDLs, the PoSh files for executing them and the Vertica command line. Good, in a development environment, however, a set of tools should be prepared for helping us to keep these artifacts on a single pipeline, too. This is the reason why we’ve created a “builder” script, like  this one:

$config = Get-Content (Join-Path $currentFolder "Build-Config.json") | Out-String | ConvertFrom-Json

$schemaCommand = $(Join-Path $scriptsFolder "Tables.ps1") 
$schemaCommand += " -hostname $($config.host)" 
$schemaCommand += " -user $($config.user)"
$schemaCommand += " -port $($config.port)"
$schemaCommand += " -psw '$($config.psw)'"
$schemaCommand += " -schemaName $($config.schemaName)"
$schemaCommand += " -scriptsFolder $scriptsFolder"

Invoke-Expression -command $schemaCommand

This is another layer of management, which allows us to organize every part of the DDLs to be executed against Vertica.

Note: Our scripts will destroy and rebuild any given SCHEMA. But this is the way we like.

Now, let’s see the possible scenarios.

Start from scratch or get started

When someone wants to start from scratch, this is the pipeline to follow:

  1. get latest version of the branch;
  2. check and change the configuration file (JSON);
  3. execute the create-vertica-database-from-scratch.bat file (it contains our powershell “build” script);
  4. that’s it, we’ve got a new schema in Vertica, empty and ready to be consumed.

If you want to preserve your data, this is not the right path for you. Executing the “builder” tool is optional.

New development

When a developer would make and try its changeset:

  1. change Visual Studio application (SSIS or SSRS here) when needed;
  2. change the Vertica schema (adding tables, columns and so on);
  3. get the .sql file of a new object or change the .sql file of an object which has been updated;
  4. replace them into the TFVC file structure;
  5. change the .ps1/.txt files if any DDL has been added (or if something that impacts on the order occurs);
  6. build the Visual Studio application and try it;
  7. When everything works good, check-in.

Now, everyone can get the latest changes in a CI way.

Get delta changes

When a developer is going to get the latest changes that contains an updated version of the Vertica objects, but wants to preserve its data, this is a little bit more tricky. The person who has made the change could share in a collaborative chat tool the ALTER script. This is not so reliable and comfortable, but without any comparison tool, there isn’t any best way to make this happen.

That being said, we’ve implemented our diff-script generator, based on the analysis of Vertica metadata (the catalog, browsing v_internal objects). So, after our friend gets the latest version, he executes a generate-diff-script.bat tool and lets this script to execute the generated ALTER script. Tricky, but it works like a charm (we will speak about this comparison tool in next posts, maybe) . Anyway, we’re looking forward hearing updates from MicroFocus. Hopefully, we’ll get an official diff tool from them soon!

Conclusions

I’ve just shown the way we’re managing tables DDLs and how we’ve created PowerShell scripts, but the real scenario is more complex. We have to drop Vertica schema (CASCADE DROP) before, then re-creating the new parametrized schema, then tables, then views and so on. Sometimes, we’ve got Vertica schemas which are referenced each other, so we have to create for everyone of them tables before, then views. The business logic is managed by how we write the “build” PowerShell script as well as the automated build process will.

Also the build process is not always “straight”. Some of the business processes need to be managed in a dedicated way. Cross reference will occur but this is the job that the “builder” will do. Both for the manual and the automated one. Moving responsibility to the build process allows us to feel more comfortable about our development solution.

Last, but not least, the manual-development-build process allows the developer to choose between re-create the database or not. They should not waste time in managing the things that a script can do repeatedly and efficiently. This is the reason why we kept somehow static the PowerShell instead of writing complicated business logic. Just adding rows of vsql invocation in the right order, that’s it.

DevOps journeys series – Vertica release pipeline with Azure DevOps – Ep. 01 – development (part 1)

Intro

As a consultant, life could be difficult when it comes to manage platform like Vertica, a columnar RDBMS by MicroFocus. Speaking about DevOps, database management systems like this one neither is well supported by built-in tools nor by any third party suites.

In my experience, which is focused on the Microsoft SQL Server world, tools like the ones made by Redgate or ApexSQL, plays a crucial role when it comes to DevOps. Unfortunately, this time I cannot find any real help. I think that it’s an exciting task, but I’ve to be careful. It’s like “reinventig the wheel” for a car (Vertica) that didn’t realize that it needs wheels. Strong and reliable wheels.

Scenario

In the scenario I’m working on, the data warehouse is managed by a layer of business logic implemented within this platform. Starting from SQL Server database populated by the application layer, the data rows pass through SQL Server Integration Services ETL packages, which transform them onto Vertica repository, and they end into a Business Objects layer (the presentation layer). Just to get the big picture, see the following diagram:

bi-scenario-scenario

Our mission is to share DevOps knowledge, culture and tools in order to automate a set of processes which are managed manually, right now. Not a simple task, even if the guys I’m cooperating with are well-trained and powerful in tech skills. Additionally, they are enthusiast and ready to change (and we know how this is usually a trouble). We will get obstacles only from a technology perspective, actually.

After days of documentation and questions to our MicroFocus contacts, it looks like that Vertica gives us no built-in way or tool for getting an automated process during the phase of the schema comparison. Also third-party tools aren’t that good. We’re trying to dig more and more in order to find out something on the internet. However, everything it’s a “little bit” tricky. To be honest it seems that no one tried to do DevOps with Vertica, even though this is a very good platform for speeding up heavy queries on huge amount of data. Yes, we downloaded a couple of officially suggested tools, whose documentation says that we can compare from and to Vertica itself, but no one fits our scenario. No command lines, no direct integration, no script generation. If you think about automated pipelines, this can be a big problem to deal with. I think that this should be the foundation of a DevOps approach. In the end, it looks like we’re the the first team that is trying to invest efforts into that. It’s funny, though. Hopefully, someone with experience in Vertica DevOps who reads this post could help us!

(After digging more, I’ve found this article that describes almost the same scenario. I hope to reach out the author out).

Prerequisites

As a kick-off, we’ve moved into the prerequisites, starting from the most important thing: make a process that will facilitate the team’s workday, instead of wasting time due to bad choices. This process should be simple and automated.

Then, we’ve argued about the IDE used by developers, evaluating differences between before and after solutions, getting pro and cons of them all. In the end, we agreed on the following solution, development side:

  • Visual Studio 2017 will be the editor for SQL Server Integration services solutions. This team, “BI team” hereafter, is working on SSIS and is separated from the application development team, at least at the moment;
  • TFVC (Azure DevOps on-premises) will be the Version Control System since the BI team is already using it. We will think about a migration path to git then, but for now we’d like to avoid any distraction out of the scope;
  • every get latest from the source control must synchronize all the DDL scripts for Vertica as well as the SQL Server and SSIS solutions, in order to get a sandbox with source code and the local database provisioning scripts (most likely we’ll get a virtual machine with Unix and a Vertica instance, too);
  • each SSIS project must be deployed to the local SQL Server instance when running solutions into the sandbox;
  • when all the SQL Server Integration Services packages are deployed, the list of Vertica DDL must be executed in order to create the database from scratch;
  • Optionally, mock inserts (also from file) could be added to the database in order to get data to work on.

Our idea

As you can see, in this pipeline, we will get everything we need in our sandbox. Just a note, we can choose how to provision the instance of Vertica, in order to scale out resources from local workstations and also use another O.S. It’s up to the team.

A big picture of this process can be summarized as follows:

001

Conclusions

As we’ve seen, the big picture is ready to be implemented and also the team knows perfectly what are the goals. We already know what technologies will be involved and how to keep them all together in order to make our pipeline.

Unfortunately, we cannot find any tool that helps us, so we’re preparing to jot some lines of code down.

DevOpsHeroes 2018 – Another brick in the wall

Event details

DevOpsHeroes has been a great event, again! We didn’t expect so many people and we could not imagine that the feedback would be so good. Quick facts:

  • Subscription: 244 (150 the past year)
  • Attendees: 122 (94 the past year)
  • drop: 50% (38% the past year)

Attendee’s satisfaction

The following radar chart is about the event date, location, quality of the sessions, quality of the speakers, food, hospitality, event design, and kits:

As we can see, the overall satisfaction is really high (4/5)! The blue line is related to the audience which already has attended our event (40%) and the orange one represents the first-timers (60%).

Indeed, we’ve got a good feedback also for the following questions:

  • will you attend again?
    • Sure, 45%
    • Most likely, 33%
    • Likely, 22%
  • will you suggest the event to other people?
    • Sure, 76%
    • Most likely, 21%
    • Likely, 3%

Conclusions

We’re really proud of the third edition of DevOpsHeroes. Engage IT Services and Xebir did a great job together, and, hopefully, both companies will cooperate in the future in order to provide new formats and events like this one. A special thanks goes to Scott Ambler, and also to Italian Agile Moviment for sponsoring and supporting the organisation.

Download sessions here.

Last but not least, thanks to GetLatestVersion.it and also WindowServer.it which allowed us to get DevOpsHeroes in the best shape possible.

See you next year!

Agile @ School – Anno Terzo – Presentazione dei Progetti e Conclusioni

Anche quest’anno Agile@School è giunto al termine. Il percorso è stato come sempre ricco di nuove esperienze, imprevisti e soddisfazioni; un modo per osservare come le classi di studenti siano in grado di applicare gli insegnamenti portando a termine progetti fatti, finiti e funzionanti.

Sarà proprio questo il tema centrale del post: la presentazione dei progetti. Non ci soffermeremo sui singoli team perchè ognuno di essi, con i propri pregi e difetti, è stato in grado di mostrarci quanto di meglio potesse creare e di esporlo a tutta la classe.

Presentazione dei progetti

Ciascun team è stato chiamato ad esporre sotto forma di *pitch* il proprio lavoro, immaginando di avere di fronte i propri investitori (Gabriele, i professori e il sottoscritto) da convincere, sia dal punto di vista del valore tecnico che da quello commerciale. In 20 minuti, tutti hanno avuto il compito di mostrare le funzionalità del prodotto in termini hardware e software, con l’aggiunta di un possibile piano di vendita a sostenere il tutto. Grazie a quest’ultimo punto, anche i team non tecnicamente eccelsi avrebbero potuto “tenere il passo” puntando di più sul lato vendita e di design.

Per rafforzare quanto detto poco fa, il codice non è nemmeno stato preso in considerazione al momento della presentazione: Gabriele, tuttavia, se n’è occupato in prima persona confrontandosi faccia a faccia con i ragazzi consigliando loro eventuali migliorie, solo per determinare i punti deboli lato sicurezza, ottimizzazione e qualità dei listati.

Per ogni squadra, abbiamo deciso di valutare con il seguente questionario:

quest01

quest02

Giudizi, non voti. Focalizzazione su attitudini, non su skill. Tutto quanto di ottimistico (o critico costruttivo) che possa aiutare i docenti nella valutazione finale.

Guardate qui alcuni estratti di quanto visto durante la giornata:

 

Conclusioni di fine percorso

Vi è da dire che più l’edizione di Agile@School si ripropone e più diventa evidente l’importanza di focalizzarsi sugli aspetti della gestione del team. Ricordo ancora il primo anno, quando tutto era in fase embrionale, momento in cui ci siamo prestati ad aiutare i ragazzi sul codice vero e proprio, dimenticando il motivo per cui questo progetto è nato: fornire ai ragazzi gli strumenti e le attitudini per affrontare un qualsiasi progetto, personale o di team, che può prendere vita in un contesto lavorativo come nella sfera privata (time management).

Ecco, fare una retrospettiva su questo, sempre in puro stile agile, ci rende orgogliosi dei passi fatti fino ad oggi e di quanto ne potremmo ancora fare, affinando tecniche ed organizzazione al fine di lasciare ai ragazzi un’impronta il quanto più possibile ispiratrice per il loro futuro.

Per quest’anno è tutto, grazie per averci letto fino a questo punto.

E stay tuned! 🙂

Agile@School – Anno Terzo – Stato Avanzamento lavori e Retrospettiva

Ciao a tutti,

Siamo quasi giunti alla fine di questa edizione di Agile@School presso l’I.I.S.S. Gadda di Fornovo, Parma. Nella puntata precedente abbiamo visto i diversi team presentare i loro progetti, venendo a conoscenza degli strumenti utili alla collaborazione e alla gestione efficiente delle attività tra cui Slack, Trello ed il concetto di retrospettiva mediante l’utilizzo di una starfish. A tal proposito è stato chiesto di presentarne una fatta da loro contenente tutti i punti, suddivisi nelle varie aree, che hanno raccolto nel corso dell’ultima settimana. Siete pronti? Cominciamo!

 

Retrospettive

Nel presentare le retrospettive, i ragazzi hanno mostrato ancora una volta una vasta creatività nella presentazione, andando ben oltre a quanto richiesto dal punto di vista visivo, giocando anche con il termine stesso di starfish per creare un risultato di impatto agli occhi della classe.

rpt

A presentazioni concluse, è emerso un ottimo spirito critico dei ragazzi nei confronti delle attività che hanno svolto questa settimana in cui hanno mostrato di aver utilizzato gli strumenti da loro consigliati in precedenza e, ancora più importante, di aver gestito positivamente le differenze e le diversità all’interno del team andando in generale d’accordo l’uno con l’altro risolvendo problemi di natura tecnica mediante una stretta collaborazione. L’unica nota “negativa” è data dal fatto che tutti i gruppi si sono concentrati troppo sullo storytelling e sull’aspetto grafico rispetto ai contenuti e alla loro suddivisione, portando a non soddisfare a pieno le nostre richieste. In ogni caso però si trattava della loro prima retrospettiva, pertanto ci è sembrato giusto chiudere un occhio su quest’ultimo aspetto apprezzando il loro impegno.

 

Stato avanzamento lavori

Finita la retrospettiva, abbiamo chiesto ai ragazzi come stesse procedendo il loro lavoro e, con nostra sorpresa, è emerso che tutti i gruppi hanno già cominciato a sviluppare il software e a cablare i loro circuiti, arrivando a completare in alcuni casi più della metà delle attività da loro stimate in precedenza. Non è stato necessario fornirgli consulenza tecnica in quanto la scuola si è prestata ad aiutarli e sostenerli in questo percorso sia dal punto di vista elettronico, acquistando il materiale necessario e spiegando il corretto processo di cablaggio, sia dal punto di vista informatico, risolvendo eventuali dubbi di programmazion ed interfacciamento con i dispositivi.

 

Conclusione

Non possiamo che essere contenti quindi del lavoro che hanno svolto, avendo l’ennesima conferma del fatto che agire sull’organizzazione e sulle metodologie che stanno dietro al lavoro pratico porta ad ottenere risultati tangibili e duraturi, anche nei confronti di chi come loro non ha mai avuto modo di sperimentare la cosa.

Come compito per l’ultimo incontro, che avverrà venerdì prossimo, abbiamo chiesto ai ragazzi di portare una presentazione del loro prodotto con tanto di codice e circuiti funzionanti. Nessuna direttiva sugli strumenti da seguire, nessuno schema di esposizione: gli è stato permesso di sbizzarirsi con la creatività, alimentando un pò di sana competizione. Come finirà? Per scoprirlo, rimanete sintonizzati in attesa del prossimo post!

Per oggi quindi è tutto, ci vediamo alla prossima puntata!

Agile@School – Anno Terzo – Presentazioni ed Introduzione agli Strumenti

Eccoci alla seconda puntata del progetto Agile@School arrivato al suo terzo anno consecutivo presso l’ormai consolidato I.I.S.S. Gadda di Fornovo, Parma. Nel post di oggi parleremo della presentazione dei progetti assegnati a loro nel precedente incontro e dell’introduzione di alcuni strumenti utili ad aumentare la collaboratività e la produttività come Slack e Trello, concludendo con alcuni compiti lasciati a loro per la prossima settimana.

 

Presentazione dei progetti

Veniamo quindi alla presentazione dei progetti assegnati ai diversi gruppi, facendo riferimento ad uno schema fornito loro nello scorso incontro su come doveva essere svolta. Ciascun gruppo, in un quarto d’ora, ha avuto la possibilità di esporre il proprio progetto mostrando a noi e al resto della classe i loro obiettivi, il materiale utilizzato e le attività in cantiere per le prossime settimane. Fin da subito sono emerse le diverse attitudini e qualità dei gruppi: tecnicità, valutazione dei rischi e abilità nell’esporre sono solo alcune delle caratteristiche che li contraddistinguono, lasciando anche spazio ad incertezze ed errori di calcolo sui tempi e sui costi che rientrano nella quotidianità anche del mondo del lavoro. É stato soddisfacente vedere inoltre come sia stata data una particolare attenzione all’immagine sia della presentazione che del proprio prodotto, confermando quanto scritto in precedenza in merito all’attitudine verso l’attività.

IMG_20180511_123740.jpg

Introduzione agli strumenti collaborativi

É arrivato quindi il nostro turno: mostrare ai ragazzi gli strumenti con cui potranno affrontare lo sviluppo in modo organizzato ed indolore. Abbiamo introdotto per prima cosa Slack, facendo un paragone con i relativi Telegram e Whatsapp mostrandogli come avere una gestione di specifici canali per le attività e un sistema di menzioni più avanzato possa garantire una miglior reperibilità delle conversazioni lavorative. A seguire, abbiamo mostrato l’utilizzo di Trello con il quale, tramite l’utilizzo di schede, colonne, scadenze ed assegnamenti, potranno definire tutte le attività che andranno a prendere in carico nello sviluppo. Questo inoltre è stato propedeutico ai fini di quanto gli è stato spiegato successivamente in merito al concetto di retrospettiva, per la quale gli è stato chiesto di crearne una mediante la tipica starfish o mediante l’utilizzo di Trello.

dav

Conclusione

Al termine di questa giornata siamo stati contenti del lavoro che hanno svolto, mostrando un coinvolgimento da parte loro per quanto riguarda il progetto. Nel prossimo incontro, oltre a visionare il compito sulla loro retrospettiva, ci accerteremo dello stato sull’avanzamento dei loro lavori e chiariremo eventuali dubbi di natura organizzativa, qualora ne abbiano.

 

Per oggi è tutto, alla prossima puntata!