Agile@School – Anno quinto, ep. 4

Vista l’emergenza in corso, è passato un po’ di tempo dall’ultimo aggiornamento e di cose ne sono successe: poco dopo l’ultima lezione, infatti, il Coronavirus ha iniziato a diffondersi e sono state prese contromisure sempre più restrittive per arginare il fenomeno. Si è arrivati infine al divieto per tutti i cittadini di uscire di casa, a meno di emergenze e necessità lavorative.

[…] un’occasione per sperimentare una nuova condizione, per mettere alla prova gli strumenti che usiamo tutti i giorni sul lavoro.

Da parte nostra, si può dire che abbiamo avuto “fortuna”, sia perché la nostra attività quotidiana (la programmazione) può essere eseguita anche fuori dall’ufficio via telelavoro, sia perché avevamo già predisposto anche prima del virus gli strumenti per metterla in pratica, per cui siamo stati fra i primi ad adottare l’utilizzo dello smart working che ci permette di lavorare da casa. Engage IT Services nasce in telelavoro, da tre persone che non avevano soldi per un ufficio, e oggi, grazie alla filosofia descritta qui, possiamo dire “ragazzi, da lunedì si lavora da casa” senza nessun problema di sorta. Un problema a dire il vero c’è, il caffè insieme, quello ci manca davvero!

Ma cos’è successo nelle scuole? In quella seguita da noi, in particolare, il professore non si è voluto perdere d’animo e, dopo un paio di lezioni sospese per precauzione, ci ha chiesto disponibilità per tenere una delle nostre lezioni in modalità di meeting online con gli studenti: ovviamente abbiamo accettato con entusiasmo, sia perché ci sarebbe dispiaciuto lasciare indietro i ragazzi sugli argomenti che avevamo preparato, sia perché era un’occasione per sperimentare una nuova condizione, per mettere alla prova gli strumenti che usiamo tutti i giorni sul lavoro.

Ed eccoci qui, tutti pronti da casa con Microsoft Teams configurato e avviato in attesa di essere invitati alla “riunione” della classe. SPOILER: la lezione è andata alla grande e ha guadagnato molto dal fatto di essersi svolta online invece che di persona, e nel seguito vedremo il perché.

Partiamo dallo svolgimento della lezione: cominciamo col dire che questa ha avuto un tono molto da “review”; è stato chiesto ai ragazzi, uno per gruppo, di illustrare ciò che avevano fatto in queste settimane (non crediate che se ne siano stati con le mani in mano, anzi) evidenziando principalmente quale fosse stata l’organizzazione del team negli sviluppi. Dopo ogni presentazione, abbiamo quindi riesaminato le board per capire se i nuovi PBI fossero stati inseriti correttamente e abbiamo fornito consigli su come migliorarne la stesura.

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Particolare attenzione è stata posta ancora una volta sulla disciplina necessaria ad adottare una serie di processi. Sebbene in un ambiente scolastico essi possano risultare “pesanti”, a lungo termine non possono che incrementare consapevolezza ed efficienza nel modo di lavorare.

Tutto questo è avvenutotramite schermo condiviso e ciò ha permesso una partecipazione forse più diretta rispetto ad una lezione frontale in cui i ragazzi spesso non riescono a condividere quanto implementato o a interagire direttamente su quanto mostra il professore.
Nonostante molti ragazzi non disponessero di un computer e si fossero collegati con smartphone o tablet, l’impressione è stata che la lezione si trasformasse in qualcosa di più personale. Le distanze “fisiche”, già inevitabili in classe e in questo frangente anche più estese, si sono praticamente annullate. E questo ha portato molta più partecipazione.

[…] essere reattivi al cambiamento sia un processo fondamentale di ognuno di noi, azienda o individuo.

La lezione è terminata con la richiesta di collegare i repository GitHub dei ragazzi alla nostra board Azure, per poter mostrare loro la prossima volta l’integrazione fra i due mondi: abbiamo quindi mostrato la procedura per la creazione dei Personal Access Token, toccando così anche l’argomento sicurezza nella gestione dei repository.

L’aspetto su cui Pier-Paolo insisterà nella prossima lezione è quello della creazione di valore aggiunto ad ogni iterazione: sembra infatti essere presente un po’ di “dispersione” negli sviluppi. Anche il professor Memoli ha richiesto, dal canto suo, che i ragazzi mostrassero qualcosa di funzionante e tangibile per evidenziare tale problematica.

Il primo esperimento si può quindi dire concluso con successo e non vediamo l’ora di proseguire con la prossima lezione per avere conferma delle nostre impressioni! Una cosa che vogliamo sottolineare è che in questo periodo di emergenza, non solo chi sfrutta i nostri servizi cambia. Cambiamo anche noi e questo non fa altro che incrementare la consapevolezza di come essere reattivi al cambiamento sia un processo fondamentale di ognuno di noi, azienda o individio. Questi ragazzi ci hanno dato un insegnamento non piccolo. Si può fare!

Agile@School – Anno quinto, il progetto in remoto

Si sente spesso dire che la scuola non ha tutti gli strumenti per poter fronteggiare formazione in remoto. In generale, il mondo della formazione scolastica è considerato talvolta un po’ arretrato. In realtà, l’istituto che stiamo seguendo, sia con progetti paralleli, sia come alternanza scuola-lavoro è ed è sempre stata all’avanguardia. Forse sono un po’ di parte, visto che si tratta della scuola in cui ho studiato, ma credo che meriti una degna menzione.

Ancor prima che io potessi contattare i professori per tentare il progetto in remoto, ho ricevuto una telefonata dal professor Christian Memoli che, riassumendo, chiedeva: “abbiamo tutto per fare da remoto, abbiamo Teams, abbiamo strumenti di video conferenza, è un problema per la tua azienda? Noi stiamo già facendo didattica a distanza.”. Che cosa posso dire? Prima di tutto, che l’IISS Gadda di Fornovo Taro è pronto, veramente. Poi, nel mondo del lavoro di cui noi informatici siamo parte, non spesso il telelavoro è ben visto, mentre una scuola dimostra un sentimento responsabile e proattivo.

Attenzione, non fraintendetemi, per la nostra azienda, TUTTI e sottolineo TUTTI i clienti e i fornitori hanno condiviso, chiesto e supportato il lavoro da remoto. Però conosco casi in cui, seppure possibile come strada da percorrere, il telelavoro non è ancora ben visto. Per fortuna la nostra realtà aziendale non ha questo tipo di conflitto, anzi! Consapevolezza e responsabilità vanno per la maggiore, unitamente al rispetto per la salute di tutti.

A partire da mercoledì, seguiremo una serie di incontri (purtroppo ancora fino a data da destinarsi) utilizzando Microsoft Teams (strumento già utilizzato dalla scuola regolarmente), connettendosi in Azure DevOps Services e sfruttando GitHub come già indicato nei post precedenti della serie. Il tutto da remoto! Sento che questo progetto, già interessante, non farà altro che diventarlo ancora di più. Dimostreremo le possibilità dell’informatica, terremo comunque i ragazzi interessati e chiuderemo il progetto, senza farci fermare dallo spazio fisico.

Non vedo l’ora, stay tuned!

Agile@School – Anno quinto, ep. 3

Nella seconda lezione abbiamo deciso di iniziare ad affrontare l’integrazione fra Git e Azure DevOps, in particolare per quanto riguarda il collegamento automatico fra i commit/push e i Task. Questa volta, però, abbiamo incontrato non poche difficoltà. I ragazzi, infatti, hanno lavorato su GitHub fino ad oggi, per cui abbiamo ritenuto opportuno effettuare l’importazione dei loro repository sul nostro Azure DevOps, tramite l’apposita funzione integrata.

Agli studenti, comprensibilmente, non erano stati dati permessi sufficienti per effettuare l’importazione in autonomia, per cui un po’ di tempo è andato perso nel far immettere le loro credenziali, uno alla volta. Superato “facilmente” questo primo ostacolo, i repository sono risultati importati con successo e, dopo una prima revisione dei concetti base di source control e del funzionamento di Git, Pier-Paolo ha seguito i ragazzi nell’operazione di cloning con l’ausilio di SmartGit, a cui erano già da tempo abituati.

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Si è partiti con i comandi base di Git (checkout, commit, push/pull) intervenendo direttamente sul codice già scritto dai ragazzi, su schermo condiviso, in modo da dimostrare loro le potenzialità dello strumento. Purtroppo, la condivisione su schermo è stata l’unica strada percorribile, anche in questo caso i permessi erano mancanti. Dobbiamo preparare gli ambienti un po’ meglio la prossima volta!

Altra cosa da notare questa volta è che, durante la lezione, abbiamo avuto modo di toccare, seppure superficialmente, questioni di metodologia di sviluppo. Ad esempio abbiamo affrontato le naming convention, modularità e pulizia del codice, leggibilità, e via discorrendo, tutti argomenti che usualmente non vengono trattati nei classici corso di programmazione.

A fronte di tutte queste problematiche introdotte dal tentativo di migrare i progetti su Azure DevOps, è parso evidente che i ragazzi trarranno più benefici continuando ad utilizzare i loro repository su GitHub. Pier-Paolo si è quindi prefissato di sfruttare la funzionalità “GitHub Connections” la prossima volta. La feature di Azure DevOps permette di collegare un repository GitHub ad un progetto interno, permettendo al tempo stesso di sfruttare il meccanismo di associazione fra commit e Task, come descritto qui.

Kanban board shows GitHub links

Stavolta la lezione è stata forse più importante per noi che per i ragazzi e in retrospettiva individuale abbiamo imparato una importante lezione:

L’utilizzo di strumenti già in essere (non ci stancheremo mai di ripeterlo) è fondamentale per non aggiungere ostacoli ad un già difficoltoso percorso di migrazione culturale. Da queste piccole cose, si denota come una consapevolezza dell’ambiente in cui si lavora e dei tool annessi, avvicini tutti al successo del progetto stesso. E questo vale sia nelle aziende, sia nelle scuole.

La prossima volta tocca al branching e a comandi Git più “avanzati”, come le pull request, e il livello di difficoltà aumenterà notevolmente… Vediamo come sapranno affrontarla!

Agile@School – Anno quinto, ep. 2

Eccoci arrivati alla seconda lezione, cominciamo finalmente a fare sul serio!

La volta scorsa avevamo chiesto ai ragazzi di provare a inserire le user story sulle board dei loro progetti. Ora, le board erano lande desolate… Forse la causa è da attribuire al concetto di user story, che può essere in qualche modo complesso e non facile da “digerire”. Oppure il motivo è da ricercare in una gita in Spagna di mezzo?

Nessun problema, è comprensibile che le user story non siano di immediata comprensione, soprattutto per questi ragazzi che sono chiamati ad essere clienti, PO e sviluppatori nello stesso tempo. Soprattutto un portale con così tante feature, non è semplice da navigare, per cui, armati di pazienza, Pier-Paolo ha ripreso i concetti daccapo e li ha approfonditi con esempi concreti.

Questa volta, invertendo di fatto il modus operandi della lezione precedente, ha provato a dare molta più importanza alla pratica, quindi, insieme ai docenti ha seguito i ragazzi nel data entry sulle board.

I gruppi avevano già compilato a inizio corso un elenco di attività da eseguire per sviluppare i loro software: chi salvato su un foglio Excel condiviso sul cloud, ben formattato (soprattutto i gruppi con ragazze, sempre precise), chi invece su un file di testo, copiato per ogni studente, aggiornato via email (questo invece sarà un buon punto di partenza per una delle prossime lezioni, ndr). I ragazzi sono comunque stati veloci ad apprendere e, dopo un primo approccio, hanno iniziato anche ad appassionarsi. Si è vista la crescente curiosità rivola a come si gestiscono gli item e a come dovrebbero essere compilati. Sta crescendo la loro parte proattiva, nulla di più bello da vedere in una classe.

Per terminare rilassandosi un po’, Pier-Paolo ha insegnato poi il poker!

Non quello vero, naturalmente, anche se uno dei progetti è un Casinò virtuale, ma il planning poker. E qui proprio il gruppo che sviluppa il Casinò (sarà un caso?) ha immediatamente trovato un sito per poterlo fare online collaborativamente, che è stato subito utilizzato anche dagli altri. Prima abbiamo visto la proattività dei ragazzi, ora siamo addirittura arrivati alla crescita di team. Si bruciano le tappe quando si capisce il valore di alcune nostre azioni!

La lezione è passata piuttosto in fretta, del resto quando ci si diverte accade spesso. Chiudiamo qui con un compito “facile facile” per la prossima volta, cioè inserire i task nei PBI. Chissà se saranno così bravi da buttare giù anche le stime? Vista la crescita, siamo ottimisti 😊

Stay tuned, la prossima volta tocca a Git!

Agile@School – Anno Quinto (2020)

Anche per l’anno 2020 siamo stati coinvolti per continuare il progetto Agile@School, svolto in collaborazione con la scuola I.I.S.S. Gadda di Fornovo. Questa continuità negli anni è sicuramente un buon segno, perché significa che negli scorsi anni il progetto ha dato i suoi frutti e che l’esperienza sul campo acquisita dagli studenti è stata utile.

Ma, per chi ci segue da poco, descriviamo innanzitutto in cosa consiste il progetto Agile@School.
Questo progetto è nato nel 2016 con l’intento di far conoscere agli studenti il cosiddetto modo di lavorare agile, che consiste nell’adozione di tutta una serie di comportamenti e discipline orientate alla collaborazione, al team working e alla condivisione e rielaborazione di informazioni, che stanno trovando sempre più larga diffusione nel campo dello sviluppo software (ma facilmente applicabili anche in altre professioni). La nostra impressione è che negli ambienti educativi si dia ancora troppa importanza all’insegnamento della programmazione pura (indipendentemente dal linguaggio scelto) a scapito di quanto sta “a contorno”, mentre saper programmare e basta è sempre meno sufficiente affinché gli studenti siano più preparati all’ingresso nel mondo del lavoro.

Edizione 2020

Quest’anno abbiamo delle novità: la prima, l’insegnante! A parte infatti la prima lezione che è stata quasi unicamente “conoscitiva”, di presentazione (sia da parte dei ragazzi, sia da parte nostra), in cui siamo stati presenti in due, le prossime lezioni saranno tenute principalmente da Pier-Paolo Mammi, uno dei nostri nuovi colleghi di lavoro, con il quale seguiremo il progetto direttamente “sul campo”.
Altra novità: mentre nelle edizioni passate gli studenti sono stati guidati dall’inizio alla formazione dei team e alla scelta dei progetti, nell’edizione attuale le squadre sono già formate e ognuna ha già portato avanti lo sviluppo software del progetto assegnato (li vedremo nel seguito). Avremo quindi l’occasione di concentrarci maggiormente sulla parte organizzativa del lavoro “a regime” e di mostrare loro le applicazioni dell’agile development, nonché l’utilizzo di strumenti informatici a supporto, che noi stessi utilizziamo nel nostro lavoro.

Il piano d’attacco

I punti principali sui quali insisteremo saranno principalmente tre:
– Team working: strumenti di collaborazione e condivisione, boards;
– Gestione del progetto in modalità agile: cerimonie, utilizzo di Azure DevOps e gestione degli sprint;
– Controllo del codice sorgente: utilizzo di Git e integrazione con Azure DevOps.

Terremo sicuramente delle spiegazioni più teoriche, ma l’ottica sarà quella di far applicare il più possibile i metodi direttamente ai team di studenti, perché è con la pratica (e la perseveranza) che si fissano meglio i concetti. Proveremo inoltre anche ad “aumentare la posta in gioco”, utilizzando in alcuni casi durante le lezioni una terminologia più aziendale che, se da una parte potrà essere poco gradita dai ragazzi, dall’altra li renderà più preparati all’ambiente professionale.

L’impatto

I ragazzi erano inzialmente un po’ timidi, come è lecito aspettarsi quando incontrano qualcuno di nuovo, ma pian piano si sono un po’ sciolti. Abbiamo poi chiesto ai team di presentare brevemente i loro progetti, descrivendone le funzionalità e indagando in particolar modo sulle funzionalità specifiche che prevedono di implementare, a chi è rivolto il software, con quali modalità sviluppano e come si passano codice e documentazione. Questo per avere un’idea di come hanno impostato il loro lavoro, per esempio se avessero già previsto della documentazione condivisa, piuttosto che un sistema di versioning. Diciamo che qui dovremo lavorare con impegno!

I progetti

La classe è stata suddivisa in quattro team, ciascuno composto da 4/5 studenti, di cui uno di questi durante le presentazioni è stato “eletto all’unanimità” come Leader. E qui va un doveroso ringraziamento al professor Christian Memoli, incaricato di seguire la classe, che si fa costante premura di insegnare ai ragazzi i concetti dell’agile development, al di là della pura e semplice programmazione!

Questi sono i progetti scelti dagli studenti, per i quali è già presente una buona base di codice:

Progetto Casinò
Il progetto consiste nella realizzazione di una serie di tipici giochi da Casinò (Black Jack, Roulette, etc.).

Progetto ClasseViva
Gli studenti realizzeranno una versione alternativa e migliorata dell’attuale sistema di gestione delle presenze in aula, integrandolo con notifiche e messaggistica fra professori e genitori.

Progetto CUP
I ragazzi vogliono realizzare un software per la gestione online completa delle prenotazioni delle visite sanitarie.

Progetto TEP
Il software gestirà la prenotazione, l’emissione e la gestione di biglietti per le linee TEP da parte dei cittadini, comprensivo di parte amministrativa per i dipendenti.

Prossimamente

La prima lezione introduttiva al mondo dell’agile si è poi conclusa con l’assegnazione dei compiti a casa ai team. Dopo aver impostato su AzureDevOps un ambiente TFS dedicato al progetto, comprensivo di repository Git per i quattro progetti, abbiamo chiesto ai ragazzi di caricare il loro codice sorgente sul proprio repository e di cominciare a inserire i Product Backlog Items, compilati con le user stories e le attività.
Da qui partiremo nella prossima lezione per espandere i concetti oggi solo accennati, relativi all’utilizzo di AzureDevOps per la gestione delle attività e di Git come sistema di versioning del codice sorgente.

Stay Tuned.

Agile @ School – Anno Terzo – Presentazione dei Progetti e Conclusioni

Anche quest’anno Agile@School è giunto al termine. Il percorso è stato come sempre ricco di nuove esperienze, imprevisti e soddisfazioni; un modo per osservare come le classi di studenti siano in grado di applicare gli insegnamenti portando a termine progetti fatti, finiti e funzionanti.

Sarà proprio questo il tema centrale del post: la presentazione dei progetti. Non ci soffermeremo sui singoli team perchè ognuno di essi, con i propri pregi e difetti, è stato in grado di mostrarci quanto di meglio potesse creare e di esporlo a tutta la classe.

Presentazione dei progetti

Ciascun team è stato chiamato ad esporre sotto forma di *pitch* il proprio lavoro, immaginando di avere di fronte i propri investitori (Gabriele, i professori e il sottoscritto) da convincere, sia dal punto di vista del valore tecnico che da quello commerciale. In 20 minuti, tutti hanno avuto il compito di mostrare le funzionalità del prodotto in termini hardware e software, con l’aggiunta di un possibile piano di vendita a sostenere il tutto. Grazie a quest’ultimo punto, anche i team non tecnicamente eccelsi avrebbero potuto “tenere il passo” puntando di più sul lato vendita e di design.

Per rafforzare quanto detto poco fa, il codice non è nemmeno stato preso in considerazione al momento della presentazione: Gabriele, tuttavia, se n’è occupato in prima persona confrontandosi faccia a faccia con i ragazzi consigliando loro eventuali migliorie, solo per determinare i punti deboli lato sicurezza, ottimizzazione e qualità dei listati.

Per ogni squadra, abbiamo deciso di valutare con il seguente questionario:

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Giudizi, non voti. Focalizzazione su attitudini, non su skill. Tutto quanto di ottimistico (o critico costruttivo) che possa aiutare i docenti nella valutazione finale.

Guardate qui alcuni estratti di quanto visto durante la giornata:

 

Conclusioni di fine percorso

Vi è da dire che più l’edizione di Agile@School si ripropone e più diventa evidente l’importanza di focalizzarsi sugli aspetti della gestione del team. Ricordo ancora il primo anno, quando tutto era in fase embrionale, momento in cui ci siamo prestati ad aiutare i ragazzi sul codice vero e proprio, dimenticando il motivo per cui questo progetto è nato: fornire ai ragazzi gli strumenti e le attitudini per affrontare un qualsiasi progetto, personale o di team, che può prendere vita in un contesto lavorativo come nella sfera privata (time management).

Ecco, fare una retrospettiva su questo, sempre in puro stile agile, ci rende orgogliosi dei passi fatti fino ad oggi e di quanto ne potremmo ancora fare, affinando tecniche ed organizzazione al fine di lasciare ai ragazzi un’impronta il quanto più possibile ispiratrice per il loro futuro.

Per quest’anno è tutto, grazie per averci letto fino a questo punto.

E stay tuned! 🙂

Agile@School – Anno terzo – Apertura del progetto

Siamo già al terzo anno consecutivo. Il tempo vola, ma devo dire che i progetti che sono nati in Engage IT Services sono anche solidi, graditi e duraturi. È successo con gli eventi (quest’anno ben tre per coprire i trend topic IoT, DevOps e il nostro SQL Saturday) e accade anche con Agile@School. Pensate che nel 2017 abbiamo “aperto” anche una nuova realtà in quel di Rovigo, grazie a Michele Ferracin (qui i suoi post in reblog e le statistiche finali). Insomma, il motore gira, forte e non dà cenni di arresto. Quindi siamo qui, 2018 nuovo vestito per il progetto e la scelta di scrivere i post ad esso relativi in italiano, anche per rispettare quanto fatto nel nostro Paese.

La nostra azienda è finalmente entrata a far parte di un progetto più ampio di Alternanza Scuola Lavoro per la nostra scuola di riferimento (I.I.S.S. Gadda di Fornovo, Parma) per cui, a differenza delle edizioni precedenti, quest’anno potremo sfruttare un intero mese. Gli studenti non avranno più incontri isolati ma una serie di giornate consecutive di lavoro “sul pezzo”, senza dispersioni e senza includere ore extra scolastiche, sulle quali è piuttosto difficile investire per gli adolescenti. Ma non solo, quest’anno abbiamo anche un “corpo docenti”: non mancherà chi ci ha supportato fin dall’inizio (la prof. Pinella Pedullà, informatica e tecnologia) ma avremo anche importanti aggiunte, come il prof. Stefano Saccani (informatica), la prof. Enrica Groppi, il prof. Graziano Maniello e tutti quanti hanno supportato il progetto “donando” le ore del normale programma di studi.

Edizione 2018

Partiamo con la descrizione di Agile@School 2018. Due anni fa, l’edizione pilota, spiegammo ad una decina di ragazzi di quinta superiore come affrontare un singolo progetto in agile (Scrum), mentre l’anno scorso abbiamo optato per un’idea multi-progetto e multi-team con supporto di kanban board. In entrambi i casi, la base è stata Visual Studio Team Services utilizzato con template differenti.

L’approccio

Quest’anno Gabriele Etta (lo ringrazio per essermi sempre di aiuto) ed io abbiamo optato per lasciare libertà agli studenti, concentrando l’iter sulla self-organziation e sul principio di responsabilità. L’obbiettivo è in definitiva quello di raggiungere un approccio “dal basso verso l’alto” (bottom-up) in cui scelte e proattività vincono su comando e controllo. Come? Ponendo gli studenti di fronte ai problemi, lasciandoli fare, sempre nell’ottica della realizzazione di un prodotto/servizio. Ovviamente la nostra presenza è quella che consente loro di ottenere consigli pragmatici su comportamenti e strumenti disponibili.

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Le novità

Questa edizione porta con sé differenze anche per la classe ed il numero di persone. Una ventina di ragazzi di terza, che molto probabilmente incontreremo ancora nel 2019 e, perché no, anche nel 2020. Ed è questa la vera novità. Agile@School sarà un progetto a lungo termine, non dedicato ad un solo anno scolastico. Approfondiremo la conoscenza con gli studenti e potremo valutarli anche su più aspetti, nel tempo. A mio modo di vedere ciò corrisponde ad un grande valore aggiunto per gli studenti, per la scuola e per noi. Un percorso da seguire tutti insieme.

Il primo incontro

Nella prima “puntata” abbiamo affrontato un punto delicato della comunicazione. Il farsi conoscere, capire le proprie attitudini ed esporre i propri interessi. Ma non solo, uno dei primi passi per responsabilizzare i ragazzi è stato quello di selezionarsi a vicenda, di lasciar costruire i team naturalmente, senza imporre nulla. Certo, abbiamo cercato di far capire che un team può essere costituito da ruoli diversi e che non è una cattiva idea far crescere anche persone che non sono “forti” in particolari ambiti, ma quello è stata l’unico consiglio. Abbiamo in poco tempo ottenuto cinque team, due dei quali da cinque elementi e tre da quattro.

I progetti

I professori prima dell’incontro hanno creato un elenco di cinque idee, tutte orientate al mondo dell’IoT e, per essere più precisi, al rapporto tra l’informatica e l’elettronica ai giorni nostri. Tutti i progetti sono basati su Arduino e sul kit di sviluppo con esso fornito. Ogni idea è vista come una “partenza”, che corrisponde al requisito minimo e necessario ma che, allo stesso tempo, può essere estesa e resa “personalizzata” a scelta del team, con analisi, implementazioni, studi e rischi annessi. Nel prossimo post descriveremo meglio i contenuti, ma possiamo affermare che la base è tendenzialmente la gestione di sensori di vario genere e la presentazione su web con utilizzo di storage per il salvataggio degli eventi che si verificano. Il prof. Saccani, dopo la presentazione dei progetti, ha osservato con noi i ragazzi procedere alla creazione autonoma dei team e all’assegnazione di progetti. Dopo un primo conflitto di preferenza (ogni idea poteva essere assegnata ad un solo team) e dopo aver capito la possibilità infinita di estensioni applicabili in ogni ambito, le squadre hanno concordato le assegnazioni finali.

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Le cerimonie

Il primo meeting che è stato suggerito ai ragazzi è il daily meeting. Con un’occasione del genere (tutti i giorni a lavoro per un mese, ricordo) non potevamo fare altrimenti. Abbiamo spiegato le tre fatidiche domande, illustrando i modelli di risposta accettabile e non, ponendo l’attenzione sui tempi e sul livello di dettaglio. Fare il daily meeting è stato uno dei compiti assegnati a tutti.

La gestione delle attività

Come strumento per il task management abbiamo suggerito Trello e come chat collaborativa Slack, cercando di non consigliare altro. Come compito, alla fine della settimana, ogni team dovrà aver ideato un nome per il proprio “prodotto”, un’analisi iniziale, soprattutto funzionale, e una relazione per descrivere i casi d’uso. E chiaramente dovrà presentarlo, simulando una sorta di “ricerca fondi” da investire nella produzione concreta del prodotto stesso. Proprio come una piccola startup.

Per chiudere

Tutti ci aspettiamo soddisfazioni da Agile@School 2018 e confidiamo nel fatto che sia una buona base per i prossimi anni. Le premesse sono più che soddisfacenti, ma dovremo valutare passo dopo passo, cercando di adattarci al cambiamento. Al prossimo appuntamento…

Stay tuned! 🙂

Agile@School 2017 – This is the end

All the good things come to an end, right? And this is true also for Agile@School 2017. However, no worries, although I’m becoming a dad, I’m pretty sure I’ll keep making the students more aware of the Agile principles and practices.

There are only good news, to be honest. The first one is that Michele Ferracin, a friend of mine at getlatestversion.it community, is starting to keep in touch with schools (we really don’t know how many of them will participate) in order to start Agile@School also in Padova. “Bring the project in two cities”, perk reached! The second news is about the students this year. Everything is set up and running. Everyone is ready. Each team has chosen how to present the results to the exam’s board:

Software and Tech

The Messinesi team (Amanda and Alex) has prepared a Prezi presentation, whose goal is to depict the tools they’ve involved. They explain also the technologies and the usability of the collaborative chat they’ve created. Additionally, the board can try the “product” interacting with laptops and mobile phones.

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AI and Bots

The Random team (Thomas and Luca) and the Scrubs team (Enea and Sebastiano) have created a 3 min pitch video with:

  • an introduction of their chat bots (via Prezi and Power point)
  • simple explanation of the tech behind them
  • a couple of self interview (twice per bot) in order to add something fun

IoT

The Domotic team (Nicodemo and Mattia) and the Bar Santa team (Simone And Mirko) will show how the projects work, since they’re totally based on hardware. Smart Home vs Hacked Remote Controlled car. We’ve got already some spot:

Cognitive Services

The Human Recognizers team (Marco and Francesco) will present a website in which the exam’s board can play with cognitive services. They demonstrate how the webcam can recognize faces, mood and so on, using a mobile application.

This is the Prezi presentation.

As you can see, they’ve worked very well. The project are amazing and we’ve awarded everyone with the diploma, as usual:

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This year we’ve reached great results and we’re proud of all the work done together. We’ve asked also to fill in a survey and the feedback are the following:

And now, good luck guys! see you next year, hopefully!

Stay tuned

Agile@School 2017 – When the projects come true

Last time we had a great time. I’d have expected some trouble, some problem to manage. Well, everything has been well done. Anything goes. This is the reason why I’m attaching the pictures of the results hereafter, because it’s the best way to describe how the students were making their ideas. Keep in mind that we’re speaking about 18 years old guys, not startups!

Pictures paint a thousand words.

Introducing the teams:

The Messinesi team (Amanda and Alex) is developing a real time collaborative chat. Similar to the famous Slack, its purpose is to make the team’s member more aware of technologies used nowadays, like SignalR and the latest releases of the .Net framework. The name of the project is Notify. The guys are also following an interesting course with Visual Studio, in order to be prepared to become real developers in the future. As you see below, the development is still in progress, it’s just a matter of design. Due to the nature of the project itself, we need to wait for the next releases.

The Random team (Thomas and Luca) is presenting us a natural language bot, without any deep learning in this first release, which replies to a set of questions about Italian famous writers. It replies showing links, information and texts about the author requested by a real user. The name of the project is Italian Authors and it’s been made by integrating the Wit.ai APIs. It will eventually run on Facebook Messenger via Heroku platform. Lots of technologies!

The Scrubs team (Enea and Sebastiano) is working on a similar project, based on a natural language bot, without any deep learning in this first release, which replies to a set of questions about two topics which we should take care of, sports and photography. Also in this scenario, the real user interacts with the chatbot. The name of the project is CPP and it’s been made by integrating the Wit.ai APIs. It will eventually run on Facebook Messenger via Heroku.

 

The Domotic team (Nicodemo and Mattia), as the name of the team describes, is realising an IoT real time application which interacts with a prototype of a “smart house”. You can open and close doors and windows, turn on and off the lights. In this first release, you cannot clean the floor, but I guess we need more time for that feature… Actually the guys could integrate a robot 🙂 . The name of the project is Future House and it’s developed for Arduino using also php.

 

The Human Recognizers team (Marco and Francesco) is developing a face recognition Android app, which associate pictures of people in order to get information about age, mood and so on, also printing a string related to the mood itself. The name of the project is iFinder in consumes Android sdk and Face API by Microsoft. The result is impressive.

The Bar Santa team (Simone And Mirko) is hacking a remote-controlled car. As a result, they’ve got a super car with a camera onboard, stepped motors for wheels, and sensors. Everything mixed in a dedicated chassis, printed by the school’s 3D printer. The name of the project is SuperCar (do you remember Kit?) and it’s been made for Raspberry Pi3.

 

I don’t want to bother you with the teams’ retrospectives and ceremonies, but this time they worked perfectly. Each team started to discuss with us about the pros and cons of their choices, the things to do and the ones to avoid in the future. They depicted everything using starfish diagrams (in italian):

 

What can I say? AWESOME! This is how I’m feeling right now. Lots of ideas, technologies, integrations, and definitely FUN! I hope that everyone else agrees with me.

I guess that the exam will be a great show for those guys, also. The next post will be about the pitch videos they’ll create for each project. I’m excited but I have to bite my tongue, because I’ve already seen something and I don’t want to spoil anything, so…

Stay Tuned!

Agile@School 2017 – let’s start over

As a recurring project, Agile@School is started again on February, with a new set of projects and ideas. Gabriele will help me again, but it will be a very difficult task. During the past year we followed a Scrum approach, in order to comply the team structure. As you can read here, there were one team with a small bunch of members. Now, we’re getting “bigger”. As a result, we’ll have micro-teams of two/three member each. Great chance for Kanban. Let’s give it a try.

01

How will we approach in the beginning?

  • defining a set of micro-team, that we call “task forces”
  • designing a Kanban board
  • describing personas
  • speaking of some ceremonies we’d like to get rid of
  • speaking of some ceremonies we’ll keep
  • describing the customer journey and the story map practices

The task forces

The term not fits very well, actually; indeed, a task force is something that could be considered as a “defcon 1” team. However, we would give the teams a label which is “strong”. To be honest, we have a little amount of time, so in the end we can say that we’re in hurry already 🙂

The Kanbard board

As we said above, we will have more task forces, most likely six. Therefore, the board will use columns (as usual) for the status management and rows (aka Swimlanes) for separating teams and projects.

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The board will be created in Visual Studio Team Services, in order to use also the Source Control Manager which relies on it.

Personas

Each team member will populate a simple card, the Persona card, which is depicted in the picture below:

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As you can see (in Italian), the first column is for Persona details, the second for interests and the third is the “role” which the member would like to have. I know that the last column is not included in any best practice, but I feel that some student could start to think about its job and its future. Could be interesting.

The customer journey

During the next meeting, we’ll ask the students to show us their customer journey. Each team will have to describe the journey of a typical user, with mood for each action it takes and the value which it gets by the action itself.

Conclusions

Kanban, task forces, boards, customer journey, personas, etc. This year is full of new things to get knowledge from. Also the source control manager will change. We will use git on VSTS so we will get different projects in the same place in a quicker way.

And now, let’s start over! 🙂