Agile@School – Anno quinto, ep. 5

Ed eccoci alla seconda lezione completamente online! L’impatto è stato molto meno forte; la volta scorsa abbiamo avuto un po’ di tensione causata dalla mancanza di esperienza, mentre stavolta la lezione è filata via senza intoppi (tolto qualche problema tecnico iniziale, prontamente risolto dal gentilissimo personale della scuola). È un buon segno. Nonostante tutto, è possibile (addirittura auspicabile?) una forma di educazione online, che nulla ha da invidiare alle classiche lezioni frontali, eccetto il rapporto umano, ovviamente.

Comunque, venendo ai temi della lezione, anche questa volta lo scopo è stato quello di “far parlare” i ragazzi: è piuttosto evidente che la maggior parte di loro non è abituata a interagire più del necessario (per carità, alla loro età…), però una delle cose che vorremmo gli restasse da questa esperienza è proprio quella di imparare i comportamenti tipici del team. In un ambiente lavorativo, dove la comunicazione e il lavoro di squadra sono centrali, infatti, possono fare la differenza.

Pier-Paolo ha iniziato la lezione riprendendo le fila di quella precedente e ha cercato di far comprendere meglio agli studenti la differenza fra un approccio waterfall (a cascata) e uno ad iterazioni, tipico invece dello sviluppo agile, che in questo periodo è addirittura indicato nei decreti ministeriali. Quello che si è notato è la tendenza da parte dei ragazzi di procedere in un modo un po’ “tutto o niente”, poco organizzato nel tempo, per quanto riguarda le implementazioni; in ambito lavorativo ciò non consente di portare un reale valore tangibile al cliente. Infatti, non gli viene fornita una versione coerente del lavorato e non gli si da visibilità dei progressi nel software fino a fine sviluppo. I ragazzi dovrebbero cominciare a lavorare più a “storie”, realizzando parti del loro software, magari piccole, ma funzionanti e “visibili” findai primi momenti (agile e iterazioni).

Le impressioni positive che già avevamo rilevato sono poi state confermate: la modalità totalmente online con cui si svolge la lezione è vincente. Anche questa volta il professore ha chiesto di mostrare l’avanzamento dei progetti ed è evidente che i ragazzi si stiano abituando al backlog e alla creazione e presa in carico dei task. Manca ancora il poter vedere i progetti funzionanti, ma siamo confidenti nelle prossime lezioni.

La lezione è terminata con una breve dimostrazione dell’integrazione fra le push su GitHub e Azure DevOps (impostate la volta precedente). La prossima settimana vedremo se tutto questo avrà portato i voluti risultati. Speriamo anche di poter iniziare a parlare di branching style, ma questo è un argomento ostico anche per i lavoratori, quindi non sarà semplice.

Bene, continuiamo così nonostante le difficoltà che ci stanno mettendo a dura prova. Alla prossima lezione!